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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Peri a Perrelli
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Peri
o
Pierino (vedi).
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Periglios
o
Perellos (vedi).
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Perino
o
Pierino (vedi).
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Peristanga
o
Parastanghes.
Godette nobiltà in Palermo.
Un Francesco, con privilegio dato a 14 agosto 1646, ottenne la
concessione del titolo di barone di Santa Rosalia; un Giuseppe fu
senatore di Palermo nell’anno 1694-95; un Ferdinando, barone di S.
Rosalia, tenne la stessa carica nel 1700-1701.
Arma: d’argento alla fascia diminuita d’azzurro, caricata da tre lune
rivoltate del campo, sostenuta da tre bande del secondo.
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Perlongo.
Illustrata da quell’Ignazio, che fu giudice pretoriano di Palermo
nell’anno 1706-7, della Gran Corte Civile nel 1707, avvocato fiscale del
tribunale del Real Patrimonio nel 1714, presidente del Concistoro nel
1720, del tribunale del Real Patrimonio nel 1722, reggente del Consiglio
d’Italia ecc. che ottenne dall’imperatore Carlo VI, per sè e suoi, il
titolo di conte. Sono pure degni di nota un Francesco giudice della Gran
Corte nel 1724-25, maestro razionale del tribunale del Real Patrimonio
nel 1727, questore di Milano, sopraintendente della giustizia militare
nello stato di Milano, ecc.; un Giuseppe cavaliere dell’ordine di S.
Stefano nel 1729; un Gaetano giudice della Regia Vicaria di Napoli,
questore di Milano, consigliere intimo dell’imperatore Giuseppe II; un
Giulio canonico nella cappella del Real Palazzo in Palermo nel 1763,
ecc.
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Perna.
Si
vuole originaria di Valenza.Un Arcarolo, con privilegio dato a 22 maggio
1574, ottenne il titolo di regio cavaliere; egli stesso insieme ad Ascanio,
con privilegio dato a 23 aprile esecutoriato a 21 giugno 1574, ottenne il
titolo di nobile col Don ; Arcarolo occupò la carica di capitano di
giustizia in Catania negli anni 1575-76 e 1581-82, acquistò i feudi di
Bruca, Crixunò e Fiumefreddo.
Arma:
d’azzurro, a nove perle ordinate 3. 3. 3. in sbarra.
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Perni
(Li).
Non
sappiamo se sia una diramazione della precedente o provenga dalla famiglia
Perno di Siracusa. Un Pietro Antonio, da Mazzarino, con privilegio del 31
gennaio 1769, ottenne il titolo di barone.
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Pernice.
Godette nobiltà in Messina nei secoli XIV e XV. Un Natale vestì la toga
senatoria in detta città nel 1455-56.
Arma:
d’azzurro, alla pernice volante del suo colore.
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Perno.
Nobile famiglia di Siracusa. Un Giacomo fu giurato in detta città nel
1402-3 e 1414-15; un Guglielmo tenne la stessa carica negli anni
1410-11, 1414-15, 1434-35, 1437-38 e 1446-47, fu dottore in leggi,
valente feudista, per la moglie Novella Schifano possedette i feudi
Racha e Fiumetorto dei quali ottenne conferma a 12 marzo 1445, e fu
barone di Sparacogna, Cuba e Melinventre; un Ruggero fu giurato di
Siracusa nel 1482-83 e 1486-87 e fu barone di Melinventre e Cuba; un
Bartolomeo, barone di Melinventre, fu giurato di Siracusa nel 1519-20;
un Bernardino, barone di Chiridia o Xiridia, fu senatore in Siracusa nel
1514-15.
Arma: d’azzurro, alla banda d’oro, caricata da tre stelle di rosso.
Alias:
d’azzurro, alla fascia, sormontata nel capo da un’aquila, e in punta da
tre rose, il tutto d’oro.
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Perollo.
Al dir del Savasta questa famiglia venne portata in Sicilia da un
Giliberto, nipote del conte Ruggero e signore di Sciacca e di Gagliano
nel 1100. Un Giovanni, milite, da Sciacca, ottenne, a 27 gennaio 1397,
dai conti Guglielmo Nicolò Peralta padre e figlio, concessione del feudo
di Pandolfina o Bandolfina; egli stesso comprò dal conte Nicolò Peralta
il feudo chiamato Lo Carabo di San Bartolomeo, del quale ottenne
conferma a 23 novembre 1398 e, come aggiudicatario di Giovanna,
Margherita e Costanza figlie ed eredi del conte Nicolò Peralta e nipoti
dell’infanta Eleonora d’Aragona, possedette (1399) i feudi Salina (poi
chiamata di Perollo) e Culla e fu capitano di Sciacca nel 1403; un
Bernardo comprò a 28 giugno 1426 da Francesca Spallitta metà di
Calamonaci; un Pietro, barone di Pandolfina, fu autore del famoso caso
di Sciacca (1450) tra la sua famiglia e quella di Antonio Luna conte di
Caltabellotta; un Giacomo fu giudice straticoziale in Messina negli anni
1448-49, 1450-51; un Giovanni Andrea a 3 dicembre 1465 ottenne
investitura dei feudi Mazallacar e Cabuca ora Chillaro (Cellaro) e di
Biburrue, Poliben, Summatino e Bonuchale in Malta; Un Mazziotta, come
figlio di Antonino, nel 1478 e nel 1517 ottenne investitura del diritto
di Pontaggio ossia Ponte marittimo di Sciacca; un Federico barone di
Pandolfina fu senatore di Palermo negli anni 1555-56, 1556-57; un
Arcadio tenne la stessa carica in detta città nel 1694-95; un Francesco
fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1694-95 e senatore
negli anni 1707-8, 1726-27-28, 1730-31, 1736-37; un Emmanuele tenne la
carica di senatore in detta città negli anni 1749-50-51, 1753-54-55,
1756-57-58, 1765-66, 1770-71, fu commissario generale di Val Demone per
la numerazione delle anime del 1755 e cavaliere costantiniano nel 1768;
un Arcadio Perollo ed Alliata fu governatore del castello di Termini,
brigadiere nei reali eserciti nel 1788 e governatore della città di
Milazzo nel 1790; un Francesco fu colonnello di cavalleria nel 1801 e, a
30 giugno 1807, ottenne investitura del titolo di barone del Cellaro. A
10 maggio 1834 la famiglia Perollo ottenne attestato di nobiltà dal
Senato di Palermo.
Arma: d’azzurro, alla torre merlata, d’oro, aperta a finestrata di nero.
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Perpignano.
Nobile famiglia palermitana, della quale notiamo un Giuseppe giudice
pretoriano di Palermo nel 1619; un Antonino che tenne la stessa carica nel
1632; un Francesco che fu senatore in dettà città nel 1652 e, con privilegio
dato in Madrid a 3 aprile esecutoriato in Milazzo a 23 agosto 1674, ottenne
la concessione del titolo di principe di Buonriposo; un Giuseppe Perpignano
e Afflitto, principe di Buonriposo, che fu governatore della nobile
compagnia dei Bianchi in Palermo nel 1689-90.
Arma:
d’azzurro, all’albero di pino di verde, al tronco d’oro.
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Perramuto
o
Perremuto (vedi).
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Perrello
o
Perellos (vedi).
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Perrelli.
– Un dottor Vincenzo fu proconservatore di Naso nel 1700; un Santo, da
Furnari, con privilegio del 16 settembre 1769, ottenne la concessione
del titolo di barone di Frascino e Salice; un Blasco Perrelli e Lanza fu
proconservatore in Naso nell’anno 1760-1774 e tale carica tenne,
interinalmente, un Gaetano Perrelli e Lanza, dottore in leggi, che fu
pure giudice delle appellazioni in detta città nel 1798-99; un
Giuseppe-Stefano, barone di Salice, sposò nell’anno 1808 Marianna Denti
e Paratore, figlia di Lucio duca di Piraino, e a 9 febbraro 1810 ottenne
di essere trattato come cittadino palermitano.
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